Sessualità!

di seguito trovate il nostro contributo per il Roma Pride 2012 in merito alla questione Sessualità, Malattie Sessualmente Trasmissibili, Consapevolezza!

buona lettura!

La sessualità ha sempre avuto un qualcosa di rivoluzionario, in quanto pulsione “di pancia”, difficile da contenere e da controllare.

Religioni, società più o meno aperte e permissive/repressive, dittature e democrazie, si sono sempre occupate di regolamentare la vita sessuale delle persone, spesso attraverso l’unico sistema efficace, ovvero il tabù. Questo vale anche adesso.

L’epidemia di AIDS, ma anche di sifilide e altre malattie sessualmente trasmissibili, sono state spesso strumentalizzate, soprattutto qui in Italia, (come i recentissimi tabù sulla parola PRESERVATIVO in occasione del World Aids Day da parte di Rai e rappresentanti del Governo) per non affrontare apertamente e liberamente un discorso sulla sessualità, ottenendo contemporaneamente due risultati devastanti.

– una informazione sulla malattia spesso viziata da una visione moralistica del sesso, facilitando con il silenzio su alcuni argomenti la “rimozione del problema” anche in chi ha accesso a informazioni più dettagliate e ignorando colpevolmente le generazioni più giovani.

– una colpevolizzazione del sesso e dell’erotismo che non rientrino in ben precisi canoni sociali, tanto più forte quanto interiorizzata (ecco perché il tabù, lo spauracchio della “peste”, etc) portato quindi ad autocastrarsi. All’interno della stessa scena gay assistiamo spesso a questa stigmatizzazione moralistica del sesso.

Noi invece vogliamo che si riportino il sesso e l’erotismo al ruolo di portatori-di-piacere che devono avere, grazie anche ad una informazione corretta che non crei paure, ma casomai che liberi la visione del sesso da questi fantasmi.

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Welfare e Diritti Individuali!

di seguito trovate il nostro contributo per il Roma Pride 2012 in merito alla questione Welfare e Diritti Individuali.

buona lettura.

 

[…Vogliamo continuare ad inventare differenti forme di relazione, reti affettive complesse e articolate, amori multipli e multiformi. vogliamo darci la possibilità di costruire l’impensabile.  E per lasciare spazio all’imprevisto non possiamo stabilire in anticipo quali forme di affettività debbano essere tutelate, quali debbano avere “legittimità” e riconoscimento. E’ per questo che non ci possiamo accontentare, per vederci garantiti diritti peraltro sempre più erosi dalle politiche neoliberiste che lo stato di emergenza generato dalla crisi sta sdoganando, di vedere esteso anche a noi il privilegio dell’accesso ad un’istituzione pensata per la coppia eterosessuale riproduttiva (dotata di cittadinanza). Vogliamo che ciascun@ possa accedere a tutte le possibilità garantite oggi dal matrimonio per poter vivere pienamente le proprie multiformi relazioni e costruire liberamente le proprie comunità di affetti. …]

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Pride 2012: è una questione di Partecipazione

di seguito trovate il nostro contributo al documento politico del roma pride 2012 in cui sottolineiamo uno degli aspetti fondamentali.. Partecipazione è Orizzontalità!

[….Crediamo in una pratica politica capace, sì, di incidere radicalmente sulle questioni che coinvolgono direttamente i soggetti lgbtiq, ma anche di travalicarle. Primo perché la nostra lotta è la lotta di tutt*, secondo perché non possiamo rimanere indifferenti e inermi di fronte a tutte quelle politiche che incidono negativamente sulle nostre vite. Insomma, vogliamo tutto per tutte e tutti: dalla rivendicazione di diritti per tutti i soggetti lgbtiq alla tutela dal basso dei beni comuni e del territorio, dalla difesa dei diritti dei lavoratori alla rivendicazione di un welfare accessibile e tutt* al di là delle forme di unione, affetto e amore adottare da ognun*, dalla depatologizzazione del transessualismo alla critica delle misure di austerità con cui la politica istituzionale fronteggia la crisi delle banche e della finanza, dal diritto all’audeterminazione politica, sessuale, affettiva per tutti i soggetti lgbtiq alla critica all’intromissione del Vaticano all’interno delle nostre realtà affettive, politiche e sessuali. Detto questo, preoccupa la risposta di una parte del movimento LGBTIQ al sessismo e all’omofobia.
Utilizzando una strategia nota in altri contesti sotto il nome di omonazionalismo,
parte del movimento LGBTIQ in Italia tende a cercare l’inclusione nel discorso e nello spazio pubblico, nell’immaginario e nelle politica nazionale con obiettivi diversi dalla lotta di liberazione; assistiamo, infatti, ad una serie di avvicinamenti con i partiti della destra estrema (fiaccolata con alemanno e casa pound, concia a casapound, posizioniamento di alcun* rispetto alla questione sicurezza, etc.).
ome è già successo in molti Paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Norvegia, etc.), attraverso un pericoloso meccanismo di convergenza politica, le destre (estreme e liberali) e le “sinistre” liberali concedono diritti ai “cittadini” lgbti come “merce di scambio” che faccia guadagnare consensi a politiche di stampo razzista nei confronti dei e delle migranti, ritenuti colpevoli di aumentare il clima di violenza nelle città. …]
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Intersessualità!

di seguito trovate il nostro contributo al documento del Roma Pride 2012 relativo alla questione Intersessualità!

buon lettura!

La condizione di intersessualità

 

Parliamo di intersessualità, in termini medici, quando ci riferiamo alle anomalie congenite del sistema riproduttivo che possono comportare lo sviluppo atipico del sistema genitale a volte causandone ambiguità. I protocolli medici standard per i bambini nati in condizione di intersessualità consigliano l’alterazione chirurgica degli organi genitali con l’intento di favorire il miglior adattamento all’interno del sesso assegnato. Una metodologia che apre una questione molto più importante e spinosa. La condizione di intersessualità viene trattata come “un’emergenza psicosociale”, come una malattia. Le assegnazioni chirurgiche sono fatte a pochi giorni dalla nascita ed in moltepici casi bisogna reintervenire costringendo il corpo della persona intersessuale ad una medicalizzazione continua, che diviene condizione permanente per chi dovrà assumere gli ormoni per il resto della propria vita. Va sottolineato come la scelta del sesso del bambino o della bambina intersessuale è decisa dagli endocrinologi e dagli urologi pediatrici su criteri puramenti fisici (dimensioni del pene).

In termini politici, possiamo parlare di un vero e proprio reindirizzamento obbligatorio dell’intersessuale, altro non è che il tentativo della cultura fondata sul binarismo di genere di far rientrare il terzo sesso all’interno di un’idenità ben definita. In molti casi l’intervento chirurgico non è necessario ma si basa sull’idea che la normalizzazione fisica dei genitali è necessaria per garantire uno sviluppo psicologico e sessuale ordinario. In questo senso le ambiguità fisiche ma soprattutto l’esistenza e la storia della condizione di intersessualità vengono, di fatto, cancellate come se non fossero mai esistite. L’operazione di “annullamento” è accompagnata dal segreto e dalla menzogna da parte dei medici, ed anche dei genitori, sulla condizione che l’intersessuale vive. È per questo che i gruppi di difesa e di denuncia politica (ISNA; UKIA) da anni affermano e si battono affinché le persone intersessuali non subiscano interventi chirurgici, per scopi puramente estetici, ma soprattutto che siano a conoscenza della loro condizione per poter scegliere la propria identità di genere.

 

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Giornata Mondiale Contro l’Omofobia

COMUNICATO STAMPA

ROMA PRIDE 2012 – VOGLIAMO TUTTO.

Care e cari,

il 17 maggio del 1990 l’omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione delle malattie pubblicata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

         Ogni anno celebriamo proprio il 17 maggio la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia, nella quale ricordiamo  le persone gay, lesbiche e trans che hanno sofferto di discriminazioni, aggressioni o che hanno addirittura perso la vita a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. Soltanto una piena uguaglianza dei diritti garantisce la piena dignità di tutte e tutti e la libertà  di poter vivere pienamente secondo il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere.

         In questa giornata,  il momento più alto della comunità per riflettere, denunciare e proporre azioni contro ogni violenza fisica e morale per contrastare l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, le Associazioni lgbtqi romane che negli ultimi mesi si sono riunite per la costruzione del Roma Pride 2012 hanno deciso di pubblicare il documento politico.

          Una scelta non casuale per porre ulteriormente l’accento sulla mancanza totale di tutela e di diritti per le persone gay, lesbiche e transessuali, un grido di allarme che le associazioni lanciano ai media, alla politica e alla società civile tutta.

            Vogliamo tutto. è lo slogan del Roma Pride 2012. Senza più mediazioni, senza più rinunce, senza più tentennamenti. Perché La libertà di vivere e amare non può più aspettare.

La nostra comunità scenderà in piazza sabato 23 giugno con il corteo che si snoderà lungo le vie del centro. In allegato il documento politico del Roma Pride 2012 ed il logo della manifestazione.

Per le adesioni inviare una email a info@mariomieli.org. Buon Roma Pride 2012 a tutte e tutti!

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